Recensione: Winter di Marissa Meyer

Winter (Cronache Lunari #4)

Marissa Meyer

Feiwel & Friends

2015

Serie:

Cinder è il primo volume delle Cronache Lunari ed è una rivisitazione in chiave sci-fi della favola di Cenerentola (qui la recensione). Gli altri romanzi sono incentrati sulle fiabe di Cappuccetto Rosso (Scarlet) di cui qui potete trovare la mia recensione, Raperonzolo (Cress) di cui qui trovate la recensione e Biancaneve (Winter). In più ci sono un prequel, Fairest e una raccolta di novelle, Stars Above. In Italia sono stati pubblicati: Cinder, Scarlet, Cress e Winter.

Trama:

La principessa Winter è ammirata dalle persone su Luna per la sua grazia e gentilezza, e nonostante le cicatrici che le segnano il volto, la sua bellezza è creduta più impressionante di quella della sua matrigna, la Regina Levana. Winter odia la sua matrigna e sa che Levana non approverebbe i suoi sentimenti per il suo amico di infanzia, l’affascinante guardia Jacin. Ma Winter non è tanto debole quanto la crede Levana. Riusciranno Cinder e i suoi alleati a sconfiggere Levana e ottenere il loro “e vissero per sempre felici e contenti”?

Recensione SPOILER FREE:

Winter è il libro che conclude la serie delle Cronache Lunari, e approcciandomi alla lettura allo stesso tempo volevo e non volevo conoscerne il finale. Cress mi ha lasciato con l’impellente desiderio di lanciarmi in una mini-maratona per finire la saga e sono contenta di averlo assecondato, anche se purtroppo girata l’ultima pagina di Winter ho dovuto dire addio al mondo creato dalla Meyer (tecnicamente devo ancora leggere le novelle contenute in Stars Above, ma concorderete con me che non è esattamente la stessa cosa).

Non voglio mentire e dirvi che era pieno di colpi di scena inaspettati e di eventi imprevedibili, Winter è, del resto, un retelling di una fiaba ben conosciuta. Ovviamente il lettore è già a conoscenza del come si evolverà la storia.

Thorne scoffed. “Careful is my middle name. Right after Suave and Daring.”
“Do you even know what you’re saying half the time?” asked Cinder.

L’originalità della Meyer, infatti, non sta negli eventi veri e propri, ma piuttosto nell’interessante miscuglio di elementi delle favole che tutti noi conosciamo con altri originali creati da lei stessa. La meraviglia si crea nel riconoscere i punti salienti della fiaba distorti ed adattati allo scenario fantascientifico.

“Yeah, but broken isn’t the same as unfixable.”

Winter, d’altronde non ha bisogno di scioccare continuamente, perché è talmente ricco di azione, la narrazione è così serrata e coinvolgente che è praticamente una droga. Ottocento pagine sono improbabili da leggere tutte in una volta, eppure non ho dubbi che sarà quello il vostro istinto, o, almeno, è stato il mio. Sforzarmi di smettere di leggere per adempiere a normali funzioni da essere umano è stato, per me, estremamente complicato. I miei pensieri continuavano ad essere dirottati verso la storia, tanto che, a tarda notte e a trecento pagine dalla fine, mi è stato impossibile fare qualsiasi cosa tranne leggere, leggere, leggere. E Winter non ha deluso le mie aspettative, è stato, anzi, tutto quello che avrei voluto dal finale di una serie che ho francamente adorato.

She’s our lost princess. And she’s coming home.

I personaggi femminili sono stati un enorme lato positivo in questo libro. Determinate, decise, indipendenti. Tutte hanno assunto un ruolo attivo nella storia, contribuendo alla soluzione ben più delle loro controparti maschili, cosa che è particolarmente piacevole da vedere di tanto in tanto (ma diciamo anche sempre). In generale, comunque, tutti i personaggi sono evoluti nell’arco dei quattro libri, lasciandomi pienamente soddisfatta dell’arco narrativo di ciascuno di loro. In particolare, quello di Cress e Thorne, che finalmente sono riusciti a convincermi anche come coppia in questo volume. Forse, e solo forse, l’unico personaggio un po’ più sottotono in questo romanzo è Levana, che avrei voluto un po’ meno passiva nel subire gli eventi e un po’ più simile al genio della manipolazione che abbiamo conosciuto negli scorsi volumi. Ciò non toglie che secondo me sia un villain pienamente riuscito, sebbene, probabilmente, è in Fairest che questo è più evidente.

“When she catches you,” the guard snarled, “my queen will eat your heart with salt and pepper.”

“Well,” said Cinder, unconcerned, “my heart is half synthetic, so it’ll probably give her indigestion.”

Che dirvi se non che questa serie mi ha conquistata, divertente e dark, con personaggi indimenticabili, un worldbuilding eccezionale e degli intrecci magistrali. Semplicemente, una delle mie saghe preferite di tutti i tempi. Credetemi, ne sento già la mancanza.

Voto:

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