Recensione: Signora della Mezzanotte di Cassandra Clare

Shadowhunters. Signora della mezzanotte (Dark Artifices #1)

Cassandra Clare

Mondadori

2016

Trama:

Cinque anni fa, i genitori della Shadowhunter Emma Carstairs sono stati brutalmente uccisi. E lei non ha mai smesso di cercare l’assassino. Emma deve imparare a fidarsi del suo cuore e della sua intelligenza mentre lei e il suo parabatai, Julian Blackthorn, si trovano invischiati in un complotto demoniaco che si ramifica per tutta Los Angeles. Se solo il suo cuore non la spingesse continuamente verso le strade più buie, e insidiose.

Recensione SPOILER FREE:

C’era una volta giovane ragazzina a cui piaceva molto il nero e che credeva che MSN non sarebbe mai passato di moda, un giorno sua sorella  portò a casa un libro chiamato Città di Ossa, che narrava di una guerra millenaria e di una ragazza che scopriva all’improvviso di farne parte, e che cambiò completamente il suo modo di pensare alla lettura. Quasi dieci anni, nove libri e due o tre cuori fatti a pezzi dalla Clare dopo ancora mi emoziono come farebbe quella ragazzina quando si parla di Shadowhunters. C’è qualcosa di magico nel tornare in un mondo letterario che si ama e con cui si è cresciuti, una sorta di felicità che non è possibile trovare altrove. È come ritrovare un amico e riscoprire la stessa identica complicità di un tempo, come rivedere il vecchio orsacchiotto ti ha aiutato a scacciare gli incubi durante l’infanzia o come sentire il profumo di casa dopo un lungo viaggio. O forse, più probabilmente, tutte queste cose insieme.

“Mi faceva male starti lontano. Mi sembrava di avere un uncino piantato sotto le costole. Con qualcosa che tirava in senso opposto. Come se fossi fisicamente legato a te. A prescindere dalla distanza.”

E appunto per questo, le mie aspettative per Signora della Mezzanotte erano talmente alte che perfino io le trovavo irrealistiche, ma Cassandra Clare le ha prese, distrutte e poi le ha ricostruite di nuovo a un livello così alto che non lo credevo nemmeno possibile. Ne è valsa la pena, aspettare due anni, se questo è il risultato. L’ho sempre detto e lo ribatto che la Clare continua a migliorare con ogni libro che scrive ed è una cosa che amo, perché in un certo senso anche lei è cresciuta con i suoi lettori.

Nonostante questo sia un primo romanzo in una trilogia (almeno è una trilogia adesso, ma vedremo) e quindi il suo compito è più che altro far conoscere i personaggi e stabilire punti di partenza per l’evolversi della storia, Cassandra Clare riesce ad architettare diversi colpi di scena che non avevo proprio visto arrivare. E durante la lettura pensavo che non era possibile, che era solo uno young adult fantasy (l’ennesimo) e pure di un’autrice di cui conosco bene lo stile narrativo, ma la verità è che non avevo intuito quasi nulla. Ho risolto il mistero, quanto? Due o tre pagine prima dei personaggi? Il che mi fa pensare ci sono arrivata esattamente quando la Clare voleva che ci arrivassi.

Un aspetto che mi è piaciuto tantissimo del libro è che possiamo osservare le conseguenze di quanto successo in Città del Fuoco Celeste, non solo dal punto di vista della vita dei personaggi, ma politicamente parlando, a causa della Pace Fredda (che se vi ricordate è il trattato con cui si è conclusa la guerra contro Sebastian e le fate sue alleate). E proprio per le fate questo accordo stabilisce condizioni durissime, che ricordano un po’ il trattato che la Germania era stata costretta a firmare alla fine della Prima Guerra Mondiale (e sappiamo tutti quanto bene è andata a finire), e che creano, quindi, un clima di malcontento, sfiducia e ingiustizia. Un calderone che sembra sul punto di esplodere e una storyline che promette molto bene e che fin da questo primo volume ha catturato la mia attenzione.

Come al solito lo stile è senza una pecca, coinvolgente e descrittivo, ma il punto forte di Cassie sono sempre stati i personaggi e questo romanzo non fa eccezione. La nostra protagonista è Emma Carstairs e quindi, ovviamente, seguiamo principalmente lei durante l’evolversi della storia e sono contenta di poter dire di averla apprezzata molto. È decisa, uno Shadowhunter capace, protettiva e divertente.

“Non è questo lo spirito della Legge, Emma. Ricordi? La Legge è dura ma è pur sempre la Legge.”

“Pensavo fosse: la Legge è irritante, ma anche elastica.”

Ma anche gli altri personaggi non sono da meno, Cassandra Clare è una maestra nell’inserisce molta diversità, e non solo nel modo più tradizionale di intenderla, ma anche a livello emotivo, ogni suo personaggio ha una psicologia diversa, un modo di reagire alle situazioni differente, una propria sfera emotiva che non solo lo accompagna e lo definisce, ma che pure evolve. E poiché ogni Blackthorn è così unico, le dinamiche familiari sono state forse la parte più affascinante della storia, che l’hanno resa così ricca dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi.

Livvy alzò una mano. “In difesa di Emma dichiaro che Cameron è noioso, ok, ma è anche figo.” Julian le lanciò un’occhiataccia. “Sì, voglio dire, per quelle a cui piacciono i ragazzi che sembrano Capitan America… no?”

“Capitan America è sicuramente il più bello di tutti gli Avengers” disse Cristina. “Ma io preferisco Hulk. Quanto mi piacerebbe guarire il suo cuore infranto…”

“Scusate, noi siamo Nephilim” intervenne Julian. “Non dovremmo nemmeno sapere chi sono gli Avengers. A parte questo, il più fico è chiaramente Iron Man.”

Forse, si è sentita un po’ la mancanza di un Herondale, della perfezione di Will e dell’umorismo di Jace (si capisce che mi piace Will? Non vorrei essere stata troppo sottile…), ma in compenso ho trovato uno dei miei protagonisti preferiti in assoluto: Julian. Sono fermamente convinta, infatti, che Julian sia uno dei più realistici, dei più umani e dei più interessanti e complessi personaggi che la Clare abbia mai scritto. Attraverso gli occhi della sua parabatai Emma, ma anche dalle sue azioni, ne scopriamo ben presto le qualità che lo distinguono, ma anche i difetti che lo rendono così raggiungibile, che lo rendono così chiaro nella mente del lettore che è facile prevedere le sue reazioni, comprenderne le azioni e capire la sua anima come faresti con un amico che conosci da anni, non con un personaggio su cui hai letto qualche centinaio di pagina.

“Quando ami qualcuno, questo diventa parte di ciò che sei. È in tutto quello che fai. È nell’aria che respiri, nell’acqua che bevi, nel sangue che ti scorre nelle vene. Il suo tocco ti resta sulla pelle, la sua voce ti resta nelle orecchie, i suoi pensieri ti restato nella mente. Conosci i suoi sogni perché quelli brutti ti trafiggono il cuore, e quelli belli sono anche i tuoi. E non pensi che sia perfetto, ma conosci i suoi difetti, la verità profonda dentro il suo cuore, le ombre di tutti i suoi segreti, che però non ti spaventano: anzi, te lo fanno amare ancora di più, perché tu non vuoi la perfezione. Vuoi quella persona.”

Ma, alla fine dei conti, quello che lo rende davvero interessante è questo lato oscuro a cui cede ogni volta che è la sua famiglia ad essere in gioco, senza pensarci due volte e senza alcun rimorso.

“Ha detto che eri gentile. La persona più gentile che conoscesse.” Sorrise e sul suo viso comparve una bellezza fredda, la superficie cristallina della brina. “Ma tu non sei gentile. Tu hai un cuore spietato.”

Julian rimase in silenzio per diversi lunghi istanti in cui sentì solo i loro passi sulle scale. Sull’ultimo gradino, si voltò. “Ricordatelo” disse, e poi si allontanò.

Ma poiché a Cassandra Clare piace far soffrire i suoi lettori era ovvio che riempisse il mio cuore di amore per poi prendere uno spillo fatto di parole e gesti dei suoi fantastici personaggi e con crudeltà farlo scoppiare come un palloncino, lasciandomi agognante per il prossimo volume nella saga. Riuscirà questa serie a superare la mia predilezione per la trilogia The Infernal Devices? Forse è un po’ presto per dirlo, ma certamente non vedo l’ora di scoprirlo. Una cosa posso dirvela, però: questo è il miglior primo romanzo in una serie che Cassandra Clare abbia mai scritto.

Voto:

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