Recensione: Passenger di Alexandra Bracken

Passenger (Passenger #1)

Alexandra Bracken

Quercus Children’s Books

2016

Trama:

Etta è prodigio musicale e sa che il suo futuro è indistricabilmente legato alla sua passione per il violino, finché in una notte a Etta è strappato tutto quello che conosce, con l’unica consapevolezza di essere lontana non solo chilometri da casa, ma anni. Nel 1776 al capitano Nicholas Carter è affidato il compito di portare la ragazza dalla pericolosa famiglia Ironwood, i cui membri sono alla ricerca di un oggetto rubato e che credono che Etta possa ritrovare. Insieme, dovranno intraprendere un viaggio attraverso lo spazio, e il tempo, per mettere insieme gli indizi lasciati dal ladro e trovare il pericoloso oggetto in tempo.

La serie:

  1. Passenger (in uscita in Italia a Marzo 2017)
  2. Wayfarer (in uscita in Italia ad Aprile 2017) (qui la recensione)

Recensione SPOILER FREE:

Passenger è una storia su pirati, viaggi nel tempo e talento musicale. Se questa premessa non è abbastanza per intrigarvi, lasciate che aggiunga che è un libro coinvolgente e affascinante, che trasporta il lettore in una caccia al tesoro attraverso il tempo.

Here was one small, unexpected benefit to time travel: at least she was learning something. Something she would only be able to use in trivia games, but still.

Sicuramente uno dei punti forti del romanzo è proprio Etta: una protagonista decisa, forse a volte un po’ impulsiva, ma che sa ragionare, comprendere il quadro generale e optare per la decisione più razionale. Anche se ci sono persone che ama di mezzo, Etta sceglierà sempre ciò che le sembra più giusto fare. Una qualità che apprezzo molto e che non trovo quanto vorrei in una protagonista. Ho apprezzato, invece, un po’ meno Nicholas, non che non mi sia piaciuto, solo, in un certo senso, era il tipico personaggio maschile. La mancanza di originalità è ciò che mi ha impedito di amarlo profondamente. Per fortuna, alcuni suoi atteggiamenti mi hanno suscitato una profonda tenerezza e lo hanno salvato dal baratro dei personaggi mediocri.

Mr. Edward Wren had clearly never let the truth stand in the way of a good story.

Lo stile di Alexandra Bracken è bello, non il più poetico che mi sia capitato di incontrare, ma che sa comunque arrivare al cuore del lettore. La cura che l’autrice riserva al linguaggio, che varia di epoca in epoca a seconda di quando i nostri protagonisti si trovano nel tempo, è sicuramente tra le cose più lodevoli dell’intero romanzo. Anche la mitologia creata, e che sicuramente deve essere ancora parzialmente svelata, nonché il funzionamento dei viaggi nel tempo mi sono piaciuti moltissimo, perché ho gradito l’attenzione al dettaglio.

The melody of her heart had no name; it was quick, and light. It rolled with the waves, falling as the breath left his chest, rising as he inhaled. It was the rain sliding down the glass, the fog spreading its fingers over the water. The creacking of a ship’s great body. The secrets whispered by the wind, and the unseen life that moved below.

It was the flame of one last candle.

Tra i lati positivi del romanzo c’è anche la mancanza di triangoli amorosi, che sembrano non mancare mai nei fantasy young adult, anche se però, purtroppo, la scrittrice non è riuscita a resistere al richiamo dell’instalove, che poi è quello che maggiormente mi frena dal dare cinque piene stelline a questo libro. Infatti, come novantanove volte su cento in cui lo trovo, anche in questa storia mi è sembrato poco plausibile, forzato.

Rimane però un buon punto di partenza per la storia e mi fa ben sperare per il seguito, Wayfarer, che uscirà a Gennaio dell’anno prossimo e che concluderà la duologia (e che ha una copertina magnifica, quasi quanto questa di Passenger).

Livello di Inglese:

Medio/Alto

Voto:

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