Recensione: Nel Profondo della Foresta di Holly Black

Nel Profondo della Foresta

Holly Black

Mondadori

2017

Trama:

Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte. Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato. Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai. Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade… sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città.

Recensione Spoiler Free:

Se una fiaba volete raccontare,
con un “C’era una volta” e un po’ di mistero dovete iniziare.
Da questo romanzo lasciatevi trasportare
in una Terra incantata dove il Popolo è meglio non irritare,
e la sorte sfidare,
se la pelle volete salvare.

Ok, potrebbe darsi che le rime non siano il mio forte. La smetto e comincio una recensione seria. Nel Profondo della Foresta porta il lettore in un angolino di mondo dove il popolo fatato e gli umani convivono, dove la magia è reale e in cui pericoli mortali attendono gli incauti. Immerso in una meravigliosa atmosfera da favola moderna, seguiamo le avventure di Hazel e suo fratello Ben, alle prese con il risveglio di un essere secolare e una situazione sempre più incontrollabile con le fate.

Lungo un sentiero che si addentrava nella foresta, oltre un ruscello e un tronco cavo brulicante di onischi e termiti, c’era una bara di vetro. Giaceva sulla nuda terra e dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e delle orecchie affilate come coltelli.

Holly Black riesce a miscelare in modo brillante elementi dello storytelling moderno con i tipici intrecci delle fiabe, e il risultato è un racconto dai toni fiabeschi e svolte familiari, senza rinunciare a un tocco di attualità. Un cavaliere donna e un Bello Addormentato nel Bosco sono solo due esempi di questa contaminazione moderna, che ha finito per diventare uno dei miei aspetti preferiti dell’intero romanzo. Anche i personaggi, anche se magari non particolarmente originali o di grande impatto, sono stati piacevoli da seguire.

Chi offre il suo cuore su un piatto d’argento lo fa a suo rischio e pericolo.

Ero rimasta decisamente affascinata dall’elemento horror che di tanto in tanto il libro lasciava trasparire, e per questo avrei voluto che la Black non si fosse limitata ad accennarlo, ma avesse deciso di renderlo protagonista. Credo che parte del problema sia stato anche un villain dotato di poco carisma, sicuramente non aiutato da una backstory appena menzionata, che poco o nulla fa per aumentarne la profondità. Al di là di queste due piccole lamentale, Nel Profondo della Foresta resta una storia accattivante con un’atmosfera che saprà incantare il lettore.

Voto:

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