Recensione: Mr. Mercedes di Stephen King

Mr. Mercedes (Bill Hodges Trilogy #1)

Stephen King

Sperling & Kupfer

2016 (questa edizione)

Trama:

All’alba di un giorno qualsiasi, davanti alla Fiera del Lavoro di una cittadina americana colpita dalla crisi economica, centinaia di giovani, donne, uomini sono in attesa nella speranza di trovare un impiego. Invece, emergendo all’improvviso dalla nebbia, piomba su di loro una rombante Mercedes grigia, che spazza via decine di persone per poi sparire alle prime luci del giorno. Il killer non sarà mai trovato. Un anno dopo William Hodges, un poliziotto da poco in pensione, riceve il beffardo messaggio di Mr. Mercedes, che lo sfida a trovarlo prima che compia la prossima strage. Nella disperata corsa contro il tempo e contro il killer, il vecchio Hodges può contare solo sull’intelligenza e l’esperienza per fermare il suo sadico nemico.

La serie:

  1. Mr. Mercedes
  2. Chi perde paga
  3. Fine turno

Recensione Spoiler Free:

Qualche volta è più semplice scrivere una recensione di un libro che mi è piaciuto molto, o per niente, che di un romanzo come Mr. Mercedes, che pur non avendo nulla di particolarmente sbagliato, non è riuscito ad entusiasmarmi. Non posso affermare che la storia sia tremenda o che il libro non fluisca perfettamente, infatti, nulla mi ha colpita davvero in negativo (a parte un leggerissimo instalove. Tu, quoque, Stephen?). Ma a essere onesta, non c’è neanche nulla che mi abbia colpita davvero in positivo.

Brady, il nostro Mr. Mercedes, è abbastanza intrigante nel suo ruolo da antagonista, e posso dire di essere impressionata da come King renda credibile (e inquietante) il PoV di uno squilibrato. Ma, in realtà, tutti i personaggi, compreso il detective Hodges, mi sono sembrati come “da manuale”. Non li ho trovati piatti, ma allo stesso tempo mi davano una sensazione di già visto. Ai personaggi di Mr. Mercedes manca qualcosa, qualcosa che li renda particolarmente interessanti o sorprendenti.

Sul sedile era appoggiata una maschera di gomma, di quelle che ti infili sulla testa. Ciuffi di capelli arancione da clown spuntavano dalle tempie come un paio di corna. Il naso era rosso e bitorzoluto. Senza nessuno ad indossarla, il sorriso color ciliegia si era trasformato in una smorfia.
“Mi mette i brividi. Hai mai visto quel film per la tivù con il pagliaccio nascosto nelle fogne?”

Inoltre, se avere anche il punto di vista di Mr. Mercedes ha reso il romanzo teso e ricco di suspense, non posso che ribadire, ancora una volta, di preferire i gialli e thriller con un’aura di mistero in più, in cui qualcosa è lasciato da indovinare al lettore, in cui quest’ultimo è quasi sfidato a risolvere il caso prima dei personaggi.

Benvenuti, uccisori e uccisi, benvenuti nell’eterno nulla che circonda un solitario pianeta blu e i suoi abitanti che si affannano invano. Le religioni sono una fandonia. I precetti morali sono un’illusione. Persino le stelle sono un miraggio. L’unica verità è il buio. E conta solo entrarci dopo aver fatto qualcosa di importante. Dopo avere ferito il mondo, lasciando il segno. In fondo, la Storia è nient’altro che una grande, profonda cicatrice.

Per quanto riguarda la storia in sé, invece, niente di poi estremamente sorprendente accade nel romanzo, che sebbene non annoi mai, ha una trama che scorre abbastanza prevedibilmente. È un libro che fa il suo dovere, ma da cui mi aspettavo ben altro.

Voto:

Precedente Recensione: Un'estate per sempre di Alice Adams Successivo Meet the Author: Cassandra Clare & Holly Black a Firenze

Lascia un commento

*