Recensione: Io Prima di Te di Jojo Moyes

Io Prima di Te

Jojo Moyes

Mondadori

2016 (questa edizione)

Trama:

A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione.

A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l’altro per sempre.

Recensione:

Se c’è qualcosa che tutti sanno su Io Prima di Te è che, finita la lettura, è probabile ritrovarsi ad affogare in un mare di fazzoletti usati e più somiglianti a un rubinetto con una perdita che a un esemplare di homo sapiens.

Ecco, questo a me non è successo.

Non posso negare che sia un romanzo commovente e che affronti temi non proprio convenzionali, interessanti e degni di nota, ma non ha scosso il mio mondo, né credo che rientrerà mai tra i miei libri preferiti. Questo libro non mi ha fatto attraversare nessuna crisi metafisica né mi ha fatto piombare nella tristezza più nera. D’altronde, per me, durante la lettura è stato impossibile ignorare l’aura di speranza, quasi di ottimismo, che Io Prima di Te trasmette nel raccontare la storia di Lou. Perché mi piace pensare a questa come a una storia di rinascita, una storia di crescita e una storia di seconde possibilità.

La cosa curiosa dell’essere catapultati in una vita completamente nuova – o almeno sospinti così forte contro quella di qualcun altro da ritrovarsi con il viso schiacciato contro la sua finestra – è che sei costretto a rivedere l’idea di te stesso. O di come potresti apparire agli occhi degli altri.

Lo stile di Jojo Moyes è incredibilmente semplice, non vi è nulla di ricercato, e anzi, a volte può essere considerato crudo, quasi scarno. Ma mi è piaciuto che l’autrice sembri non nascondere nulla al lettore, lasciandolo entrare completamente nelle vite dei suoi personaggi, anche negli aspetti più scomodi e meno attraenti. Ed è per questo che i due protagonisti, nelle loro eccentricità e nei loro difetti, mi hanno convinto in pieno. Will e Lou sono molto diversi tra loro e credo che l’autrice sia riuscita a descrivere perfettamente come il loro rapporto finisca per incidere su entrambe le loro personalità. Descrivendo un arco di evoluzione, per entrambi, così credibile e ricco di ostacoli e conquiste, Jojo Moyes riesce a trascinare il lettore al centro della storia e a farlo sentire come se non potesse assolutamente posare il romanzo prima di averlo terminato. Al contrario, alcuni personaggi secondari non mi hanno impressionato allo stesso modo, restando, a volte, un po’ piatti.

Lo vidi ridere di gusto per una battuta di Mary, e sentii crescere in me una strana inquietudine. Tutto questo mi dimostrava che poteva funzionare. Will poteva essere felice, se era circondato dalle persone giuste, se gli veniva concesso di essere se stesso invece dell’Uomo in Carrozzella, nient’altro che una serie di sintomi, oggetto di pietà.

Un libro che racconta, in conclusione, una bella storia e che lascia qualcosa su cui riflettere. Un libro che mi è piaciuto e che mi ha coinvolta, ma verso cui non ho provato lo stesso tipo di attaccamento che, invece, mi sembra che altri abbiano sentito.

Dal libro è stato tratto anche un film con Emilia Clarke e Sam Clafin (qui la recensione). Ecco il trailer:

Voto: 

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