Recensione: Fairest di Marissa Meyer

Fairest (Cronache Lunari #3.5)

Marissa Meyer

Feiwel&Friends

2015

Serie:

Cinder è il primo volume delle Cronache Lunari ed è una rivisitazione in chiave sci-fi della favola di Cenerentola (qui la recensione). Gli altri romanzi sono incentrati sulle fiabe di Cappuccetto Rosso (Scarlet) di cui qui potete trovare la mia recensione, Raperonzolo (Cress) di cui qui trovate la recensione e Biancaneve (Winter). In più ci sono un prequel, Fairest e una raccolta di novelle, Stars Above. In Italia sono stati pubblicati: Cinder, Scarlet, Cress e Winter.

Trama:

Levana è conosciuta come la terrificante Regina di Luna, ma qual è la sua storia? Ben prima dell’inizio delle vicende raccontate in Cinder, chi era Levana e ancora più importante, come è arrivata ad essere com’è adesso?

Recensione SPOILER FREE:

Mirror, mirror on the wall.

Who is the Fairest of them all?

Questo libro è decisamente per gli amanti dei villain, infatti tutta la storia è interamente concentrata su Levana e sulle sue “origini” e di sicuro lei non è il tipico personaggio amabile. Posso dirvi, con una certa sicurezza, che se non amate le storie dark e distorte, questo libro finirà per non piacervi. La sensazione che più predominava durante la lettura, infatti, è stata l’impressione di star guardando un treno in corsa andarsi a schiantare. Man mano che Levana degenera da moderatamente-pazza-ma-ancora-recuperabile a non-l’ha-fatto-davvero a The-Evil-Queen-is-born, il lettore si sente spettatore inerme di una tragedia che già sa essere inevitabile e che non tarda a manifestarsi in tutta la sua portata.

The guilt and the horror and the memory of that awful smell might stay with her forever, but she was the queen.

Marissa Meyer è stata senza dubbio bravissima a descrivere la psicologia di Levana e la sua evoluzione, si vede che ha adottato la filosofia “every villain is the hero of thier story” e il risultato è fantastico. Una delle parti più interessanti è stata, infatti, almeno per me, vedere come nella sua mente, la Regina giustificasse le sue azioni, appellandosi a un ipotetico bene superiore. Non farò finta che la mia comprensione del personaggio e del suo background non sia aumentata esponenzialmente grazie a questo racconto, ma allo stesso tempo non sono convinta che fosse pienamente necessario. Innanzitutto, perché gli eventi principali sono già conosciuti a chi ha letto i primi tre volumi della saga e in effetti, tutto quello che gli manca è un po’ di contorno e il filo conduttore. In secondo luogo, inoltre, la Meyer finisce per farti provare pietà per Levana, in modo particolare all’inizio. E se da un lato questo è meraviglioso, perché vuol dire che l’autrice è riuscita a dare profondità e spessore al suo personaggio, a spingerla in una zona grigia in cui i sentimenti del lettore sono confusi, perché conosce le crudeltà da lei subite nel passato, ma è anche già consapevole di quelle da lei perpetuate nel futuro.

She cried for the girl who had never belonged. A girl who tried so hard, harder than anyone else, and still never had anything to show for it.

Dall’altro, però, non posso non ammettere che mi stavo divertendo moltissimo a odiarla nei precedenti volumi e questa pietà mi giunge un po’ indesiderata.

Tra le cose che mi sono piaciute devo annoverare che finalmente abbiamo conosciuto un po’ di più Luna e la sua storia, e sono convinta che tutto ciò verrà approfondito, con mia grande gioia, in Winter. Tra quelle, invece, che ho gradito un po’ meno c’è che ho sentito la mancanza dei magistrali intrecci delle storyline che ormai considero tipici di questa serie.

“Maybe the princess can save herself.”
“That sounds like a pretty good story too.”

In conclusione, sicuramente un prequel interessante che mi sento di raccomandare di leggere, perché offre una prospettiva intrigante su uno dei personaggi più affascinanti della serie. Inoltre, consiglierei di leggerlo dopo Cress, rispettando, quindi, l’ordine in cui sono stati pubblicati, per evitare piccoli spoilers.

Voto:

Lascia un commento

*