Recensione: Cose che non voglio dimenticare di Lara Avery

Cose che non voglio dimenticare

Lara Avery

Mondadori

2017

Trama:

Ti chiami Samantha. O Sammie, per la famiglia e per gli amici. Mi correggo, per la mia unica amica. Non è il caso di strafare. Hai una cotta pazzesca per Stuart Shah, che potrebbe essere interessato a te ma anche no. Hai una malattia rarissima. La cosa peggiore di questa malattia, a parte il fatto che è mortale, è che ti sta facendo perdere la memoria.

Quindi tu prendi nota di tutto, anche dei giorni no, perché avrai bisogno di ricordare anche quelli, prima o poi.

Recensione Spoiler Free:

Cose che non voglio dimenticare è strutturato come un diario in cui Sammie annota tutto quello che reputa importante, ed è per lei quasi una lettera a un’ipotetica se stessa futura, per ricordarle chi è, cosa ha vissuto e come sta andando la sua vita.

Questo formato si è rivelato perfetto per raccontare la storia, perché permette di conoscere intimamente Sammie. La sua voce è così chiara e distinta nel romanzo che per me ha finito per prendere vita. Sammie è onesta con se stessa, ma di tanto in tanto si mente, o non realizza alcune cose, in una combinazione che ho percepito come molto realistica. Come se avesse promesso di essere sempre sincera ed obiettiva con sé, ma che certe cose siano troppe tutte insieme per accettarle immediatamente come vere. È una protagonista introversa e molto critica, ma è anche determinata, sa quello che vuole dalla vita e non ha paura di lavorare sodo per raggiungere i suoi obiettivi. È decisa a conquistare il mondo, una causa per i diritti umani alla volta.

Finché la notizia della malattia non si abbatte sulla sua vita come un uragano. Solo che non è la sua casa a volare via, ma le sue certezze, i suoi sogni e quello che più ama di se stessa, la sua memoria.

C’è una parte di me che vuole essere straordinaria. Come se volessi credere che se ti impegni e hai delle buone idee, puoi essere quello che vuoi.

Attraverso i suoi racconti, a tratti divertenti, altre volte da spezzare il cuore, vediamo non solo come la malattia progredisce, ma anche le diverse fasi che portano all’accettazione delle sue possibilità e del suo futuro. La seguiamo attraverso un percorso difficile, disseminato di momenti terrificanti, intensi o meravigliosi, in cui si ritrova a sradicare tutto quello che credeva e quello che credeva di volere, ad accettare come straordinarie le piccole cose della vita, a rallentare e a capire l’importanza del sostegno e dell’amore che le sono offerti. E, infatti, il suo rapporto con la famiglia e con chi le sta accanto durante la malattia sono stati tra i miei aspetti preferiti del romanzo. Nonostante il tema, Cose che non voglio dimenticare non è un libro pieno di disperazione, ma di amore e conforto e gratitudine.

Sono felice di stare documentando i momenti belli e quelli brutti. Sono contenta di non aver cancellato niente. E che dire di tutti i momenti che circondano quelli belli? Se ti ricordi solo delle tue aspirazioni, non avrei idea di come sei arrivata da A a B.

È una storia commovente sul vivere nel momento, su ciò che conta nella vita, e su cosa ci rende davvero chi siamo. Ha i suoi difetti, a volte la narrazione si trascina leggermente e a volte i personaggi secondari restano un po’ piatti, ma, per me, rimane un ottimo romanzo, rigorosamente da leggere in compagnia di un fidato pacchetto di fazzoletti.

Voto:

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