Recensione: Britt-Marie è stata qui di Fredrik Backman

Britt-Marie è stata qui

Fredrik Backman

Mondadori

2017

Trama:

Britt-Marie ha sessantatré anni, un marito che accudisce con dedizione, una vita da casalinga premurosa con l’ossessione per l’ordine e la pulizia. Ma cosa accadrebbe se scoprisse che il tranquillo Kent la tradisce da anni? Lo lascerebbe. E allora eccola qui, Britt-Marie, sessantatré anni, un po’ in ansia per il futuro e un po’ in preda alla nostalgia per il buon caffè di casa, mentre si registra (come una criminale!) all’ufficio di collocamento. Ora che vive sola, infatti, teme che, se dovesse capitarle qualcosa di brutto, nessuno se ne accorgerebbe. Meglio avere un lavoro allora. Fosse anche in un paesino sperduto, con un campo da calcio chiuso, una scuola chiusa, una farmacia chiusa, un negozio di liquori chiuso, un ambulatorio chiuso, un negozio di alimentari chiuso, un centro affari chiuso e una strada che porta in due direzioni. Abitato da adulti alcolizzati e ragazzini che passano il tempo giocando a calcio in un parcheggio. Britt-Marie atterra come un alieno nella piccola comunità di Borg, ma i suoi modi burberi e formali, la sua mania per la pulizia conquistano subito gli abitanti. Viene addirittura nominata allenatrice della squadra di calcio. E lei si lascia trascinare, in pochi giorni stringe amicizie e fa molte più esperienze di quante ne abbia mai fatte in tutta la sua vita. Così, quando un tragico evento sconvolge la comunità, Britt-Marie capisce che è venuto il suo momento di combattere.

Recensione Spoiler Free:

La storia di Britt-Marie inizia con la fine della vita così come la conosceva. Il suo mondo aveva sempre girato intorno a un uomo che l’ha tradita per anni e a sessantatré anni si ritrova a dover cercare un impiego per la prima volta da molto tempo. Si ritrova a dover ricominciare tutto daccapo senza avere idea di come fare. A trasferirsi in un luogo che le è sconosciuto e che non si incastra con le regole del vivere civile che ha sempre ritenuto inviolabili.

Britt-Marie inizia il suo viaggio come una persona amara e senza prospettive, ma l’arrivo a Borg e le relazioni che stringe con i pittoreschi abitanti finiscono per trasformare la sua storia in un tenero racconto sulle seconde opportunità nella vita. Su come arrivino anche dopo aver perso le speranze e sopratutto nei posti più inaspettati, come Borg: una piccola cittadina affondata dalla crisi, ma che rifiuta di accettare il suo destino e lasciarsi morire. La storia di Britt-Marie è stata qui è una scoperta del perché non è mai troppo tardi per crescere, per cambiare, per essere abbastanza onesti da ammettere ciò che si vuole e abbastanza coraggiosi per inseguirlo.

Forse è più facile essere ottimisti se non bisogna mai pulire il casino che rimane.

Britt-Marie sembra soffrire di una qualche forma di disturbo ossessivo-compulsivo, nonché di una leggera tendenza a sbagliare del tutto l’approccio con gli altri essere umani. Britt-Marie, però, anche nei suoi momenti più irritanti, anche quando sembra vivere nel suo mondo e si attiene rigidamente alle sue certezze, con un’azione e o una parola cerca sempre di stabilire un contatto con le persone che le sono accanto. È un personaggio in cerca di amore, prima dagli altri, nel disperato tentativo che qualcuno sappia della sua esistenza, e poi da se stessa, quando finalmente si accorge che la vita va vissuta all’inseguimento dei propri sogni. È un personaggio che bisogna interpretare tra le righe, che non è mai esplicita in quello che dice, ma sempre in quello che fa, un personaggio a cui basta prestare un minimo di attenzione per provare un’immediata simpatia e tenerezza. Britt-Marie avrà anche le sue spine, ma man mano che la vediamo interagire con i ragazzini di Borg, veramente con tutti nel paesino, allora scopriamo quanto possa essere dolce, intraprendente e piena di risorse. La sua personalità e il suo personaggio sono ciò che reggono l’intero romanzo, e la sua crescita è pienamente soddisfacente. Lo stile di Backman è, poi, acuto e divertente ed è in perfetta sintonia con lo spirito del romanzo.

Le vite normali sono presentabili. Si pulisce la cucina, si sistema il balcone e ci si prende cura dei figli. Perché è un lavoro più impegnativo di quanto si possa immaginare, avere un balcone.

Devo ammettere, però, che certe scelte nell’intreccio mi hanno lasciata un po’ perplessa, dandomi più che l’idea di fulmine a ciel sereno, di essere proprio stonate rispetto al tono del romanzo. Ma, comunque, Britt-Marie è stata qui resta una storia con un personaggio principale per cui è impossibile non fare il tifo, in un racconto che tutto sommato scalda il cuore.

Voto:

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