Recensione: Al centro dell’universo di Morgan Matson

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Al centro dell’universo

Morgan Matson

Newton Compton Editori

2016

Trama:

Emily sente che nel film della sua vita avrebbe il ruolo della migliore amica e spalla, ma le sta bene così perché con al suo fianco la solare e carismatica Sloane la vita è un’avventura dopo l’altra. Fin quando, un’estate, Sloane sparisce senza lasciare traccia, a parte una lista da cose da fare per Emily, che sono alquanto fuori dalla sua comfort zone. Riuscirà Emily a spingersi fuori dal guscio e a completare la lista? E se ad aiutarla ci fosse l’affascinante Frank Porter?

Recensione SPOILER FREE:

Al centro dell’universo, dal titolo originale Since You’ve Been Gone (e per piacere non ditemi che sono l’unica che non riesce a pronunciarlo senza cantarlo) ha definitivamente consacrato Morgan Matson tra le mie autrici di young adult preferite.

Se dovessi descrivere questo libro con una sola parola, sceglierei credibilità. E lo so che non è la parola più eccitante che esista e che probabilmente non siete corsi alla porta per andare a comprare il libro in questo istante divorati dalla curiosità. Eppure, se ci pensate un attimo, non avrei potuto fare complimento più grande. La verità è che gli young adult, in particolare i contemporary, sono sempre romanzi che narrano di crescita, del sopraggiungere dell’età adulta e del dover affrontare la vita, con i suoi problemi più grandi ma anche con quelli quotidiani, e, allora, l’unica cosa che non può mancare, quella su cui si deve fondare l’intera storia, è, indubbiamente, la credibilità. E Al centro dell’universo è pervaso dal realismo in ogni suo aspetto. Non parlo solo degli eventi, ma anche dei personaggi e delle relazioni. Sopratutto delle relazioni, di come sono realmente, nella vita di tutti i giorni, in un’età il cui il cambiamento è inevitabile.

Morgan Matson ci invita, grazie a dei flashbacks (gestiti magistralmente), ad osservare e scoprire il rapporto tra Sloane e Emily, con i suoi lati positivi, ma anche nel suo profondo squilibrio. Morgan Matson si limita a presentare gli eventi, da cui è il lettore a dover trarre le proprie conclusioni: sui caratteri delle ragazze, su come vedono il mondo e sulla loro storia. Una cosa che ho amato moltissimo. Mi piace, infatti, che nei suoi libri ci sia sempre qualcosa di più di quello che succede, un sottinteso non poi tanto nascosto, ma che tocca comunque al lettore cogliere e comprendere.

Era bellissima, capelli mossi, occhi azzurri e accesi, una pelle perfetta spruzzata di lentiggini, ma non era solo questo. Sembrava che lei conoscesse un segreto, un segreto bello, e che se ti avvicinavi abbastanza forse te lo avrebbe svelato.

Emily è, poi, una protagonista in cui è facile identificarsi, una ragazza introversa e timida, che ha costruito il suo mondo intorno a un’altra persona di cui viene improvvisamente privata. È tra le cose più interessanti dell’intero libro osservare la sua crescita ed evoluzione, il suo diventare piano piano consapevole di se stessa e del proprio potenziale.

Non credo che per essere coraggiosi si debbano fare grandi cose, quelle piccole sono le più difficili.

Sicuramente un altro aspetto positivo, almeno lo è per me, è che, come spesso succede anche nei libri di Rainbow Rowell, nei romanzi di Morgan Matson non tutto viene risolto, non tutto trova una sua conclusione. Certe cose sono destinate a essere taciute per sempre, non tutti i litigi sono risolvibili o gli sbagli cancellabili. Ancora una volta, un altro elemento che per me ha elevato la verosimiglianza della storia. Ma, allo stesso tempo, il finale non è così aperto come quello di Noi due ai confini del mondo (che per me sapeva quasi di incompiuto) e che è, invece, un perfetto equilibrio tra il chiudere un cerchio e lasciar intendere che ci sia di più, di aver assistito solo a un capitolo della vita dei protagonisti.

Mi fa paura, eccome, ma tutte le cose per cui vale la pena fanno paura.

In conclusione, senza dubbio uno tra i miei young adult preferiti di tutti i tempi, non posso fare a meno di ammirare come la Matson riesca a creare una storia d’amore, che seppur coinvolgente e appassionante, non sia affatto il centro del romanzo. Consigliatissimo.

Voto:

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